lunedì 15 gennaio 2018

CAMMINARE TRA TERRA E CIELO

Osservo il mio passo
e ascolto il mio corpo.
Procedo lentamente
e prendo consapevolezza del mio stare
e del mio movimento.
Perdo l'equilibrio, 
mi fermo, lo ritrovo 
e faccio tesoro dell'esperienza.
Osservo la simmetria dei gesti e della postura,
 ascolto le tensioni e le rigidità per poi rilasciarle.
Osservo il mio corpo
camminare tra terra e cielo
e ne assaporo l'appartenenza e l'integrazione.
Il passo di oggi 
è frutto del seme del passato
e germe del futuro:
mi muovo con la consapevolezza
di poter scegliere chi sono.



IL RITMO DEL CORPO AL FESTIVAL DELL'ORIENTE A MILANO

VENERDI' 2 FEBBRAIO 2017

sarò a Milano 

al FESTIVAL DELL'ORIENTE

Alle ore 15,00 - SALA 1 - ho il piacere di presentare una cara amica scrittrice,
che parlerà della sua esperienza con BABA BEDI
con particolare attenzione all'espressione di sè
attraverso la scrittura e l'immaginazione.

Alle ore 16,00 - SALA 1 - sarà Paola ad introdurmi.
Ho scelto di parlare della mia esperienza
in movimento dal "CORAGGIO DI ASCOLTARSI" al "RITMO DEL CORPO"
come via verso la consapevolezza
grazie all'ascolto, all'osservazione e all'apertura di cuore nel vivere la quotidianità.

Per il programma completo delle conferenze


venerdì 12 gennaio 2018

I SOGNI NEL CORPO

Vi è mai capitato di vivere un sogno con tale intensità da percepirne la tensione nel corpo al risveglio?
I sogni sono porte aperte sulla nostra interiorità più profonda e svelano in modo simbolico ciò che siamo pronti ad elaborare. A volte, i sogni sono così diretti da lasciarci spiazzati di fronte al loro ricordo per via delle mille implicazioni che sono in grado di scatenare se li esaminiamo con consapevolezza.
Quando l'elaborazione si prospetta faticosa, sciogliere la tensione nel corpo dedicandosi ad attività rilassanti e piacevoli è molto liberatorio. Questa scelta è sinonimo di apertura e spesso produce intuizioni fulminee e comprensioni inaspettate.



lunedì 8 gennaio 2018

STARE NEL PROPRIO CORPO, SEMPLICEMENTE

Stare diviene faticoso se si è in attesa. Il presente viene fagocitato dalle aspettative e diviene inquieto.
Stare diviene faticoso quando l'agire ci fa sentire bene: esso ci riporta al vuoto che l'azione tenta di nascondere.
Stare diviene faticoso quando si pensa di non valere: il fare diviene utilità e come tale accettazione indotta. La fragilità dell'insicurezza impedisce lo stare.

Essere, semplicemente perchè lo si merita per diritto di nascita, rende dolce lo stare.
Stare è smettere di fare, è assaporare la propria unicità e bellezza ed amarla.
Stare è gioire dello spazio e del tempo che ci appartiene.

Quando lo stare è faticoso, il corpo è ingombrante: l'irrequietezza  della mente lo rende teso e nervoso.

Quando lo stare è dolce, il corpo è rilassato e leggero. Il cuore batte tranquillo, i pensieri ondeggiano senza fretta e il respiro si amplia fino a fondersi con l'universo.












sabato 6 gennaio 2018

MOLLARE IL TIRO

Dopo il vorticoso girotondo natalizio 
e lo spumeggiante rito di fine anno
arriva la befana
che tutte le feste si porta via.
I ritmi rallentano 
e si confrontano con la stanchezza di un corpo
che per tenere botta
ha utilizzato molta della sua energia.
Una pausa breve 
che preannuncia il ritorno alla normalità.

Il cambiamento di ritmo porta sempre nuove consapevolezze e apre le porte alla revisione delle priorità. La stanchezza è il perno su cui ruota il susseguirsi di impegni, aspettative, desideri: il superfluo cede il campo all'essenziale. 
E' un tempo prezioso, ma allo stesso tempo impegnativo: le mani si chiudono senza trattenere nulla. Dove sto andando? Cosa sto facendo? Chi ho scelto di essere? 
Le risposte collimano con il mio sentire più profondo? 
Quanto mi sono allontanato dall'essenza? 
Non è mai troppo tardi per rinascere e prendersi cura di se stessi.



martedì 2 gennaio 2018

IL VUOTO

Galleggio in assenza di gravità.
Nessuna direzione, nessun appiglio.
Il vuoto.
Pieno di possibilità.
Confusione, paura, agitazione.
Respiro e ascolto il corpo.
Una percezione di leggerezza e di pace
mi invade.
Nessuna costrizione, nessun riferimento.
La libertà.
Posso scegliere di viverla,
semplicemente.





lunedì 1 gennaio 2018

IL PRIMO GIORNO DEL NUOVO ANNO

Mi sveglio, mi stiracchio, mi alzo.
Cosa è cambiato in me da ieri?
Nulla, se non l'idea che oggi potesse essere diverso.
Un giorno come un altro
che mi vede osservare la realtà con lo sguardo che ho scelto di indossare.
Un giorno come un altro
che mi vede agire seguendo i pensieri che ho scelto di accogliere.
Un giorno come un altro 
che mi rappresenta per come ho scelto di essere.
Un giorno come un altro
un po' vuoto e un po' pieno di quello che sono.
Un giorno come un altro 
fatto di passi, di avventure, di cadute e di risalite.
Un giorno come un altro
avaro di discese
perchè la paura di perdersi
ha annebbiato il sentire.
Mi soffermo sul bordo di questo giorno che nasce
e apro le braccia,  
lasciandomi andare, 
senza aggrapparmi a nulla di ciò che è stato.
Se mi perdo, 
mi ritroverò.