venerdì 15 luglio 2016

L'INCONSAPEVOLEZZA IN AZIONE


"Gurdjieff afferma che non vi è migliore definizione di un vero uomo, un uomo senza virgolette, che quella di "essere che è in grado di fare": il che, afferma, significa agire in modo consapevole e di propria iniziativa. Egli continua col sottolineare, tuttavia, che il comune uomo d'oggigiorno, l'uomo quale lo conosciamo, non è in grado di fare, e che per un tale uomo l'idea di "volontà" è una illusione. Ciò che viene chiamato "volontà" è unicamente  il funzionamento automatico dell'uomo-macchina, le azioni del quale sono il risultato di svariati schemi di condizionamento, e delle inclinazioni e delle avversioni delle varie parti che lo costituiscono".


Oggi, dopo aver letto le notizie di cronaca, trovo queste parole di Gurdjieff quanto mai attuali. L'inconsapevolezza dirige le azioni di molti uomini: le emozioni, gli schemi educativi e religiosi ne scatenano la manifestazione. L'uomo agisce sempre più spesso in modo automatico, schiavo delle sue paure e debolezze. Questo radicato atteggiamento è ben rispecchiato dai riflessi condizionati del nostro corpo e dal'assenza di consapevolezza e spontaneità che ne guida i movimenti. 
Di fronte ad eventi di questo tipo farsi travolgere dal flusso emotivo e dalla paura  è un attimo. Questo significa aggiungere il proprio comportamento all'inconsapevolezza dilagante donando sempre più energia a violenza, separazione, odio. Le parole e i giudizi spesso si sprecano in tali occasioni. Silenzio e rispetto sono rari, come un atteggiamento di autoanalisi diretto all'interno e volto a chiedersi: "Cosa sto facendo io, nel mio piccolo, per cambiare le cose? Sto lavorando sulla mia consapevolezza? Sono cosciente del mio corpo, del mio sentire, dei miei pensieri e delle mie parole?"
Oggi è un buon giorno per rispondersi.

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