mercoledì 27 luglio 2016

UN PASSO DOPO L'ALTRO

Avete mai fatto caso al movimento dei piedi mentre si cammina? Da una posizione statica immaginate di fare un passo. Un piede gradatamente si solleva per avanzare e trovare un nuovo stabile appoggio affinchè anche l'altro piede possa abbandonare la posizione iniziale per continuare il cammino e fare lo stesso. Se focalizzate l'attenzione sulla pianta del piede, potrete notare che la preparazione del passo avviene con l'appoggio sulla parte anteriore della stessa, mentre la posizione avanzata trova il suo appoggio generalmente sul tallone per donare completezza ed equilibrio al movimento. E' interessante notare come il movimento dei piedi crei un movimento circolare che avanza con fluidità. Più i piedi si muovono allineati e vicini ad una retta immaginaria che segna la direzione della camminata, più ci sarà chiarezza d'intento e coerenza. Ma non voglio dilungarmi su questo, ma sul significato del muovere un passo dopo l'altro, nel movimento del corpo come della vita. Il movimento ci porta naturalmente a confrontarci con il nostro equilibrio (esteriore ed interiore), la nostra capacità di aprirci al nuovo e allo stesso tempo di lasciar andare la sicurezza della staticità. Il corpo sarà un indicatore importante del nostro approccio alla vita: le sue tensioni, le sue disarmonie e i suoi disequilibri ci porranno di fronte alle nostre insicurezze, alle nostre paure e alle nostre resistenze.  Per avanzare bisogna innegabilmente essere pronti a lasciar andare per aprirsi alla vita con coraggio e fiducia in noi stessi.
L'immobilità dell'abitudine non trova spazio, così come l'essere ancorati a punti di riferimento esterni che limitano il movimento. Il centro della camminata e del movimento è in noi stessi, nel nostro cuore,  nella nostra capacità di adattamento, nella nostra apertura e flessibilità. La paura crea blocchi e rigidità, non ci permette di aprirci alla vita, ma ci lega ad una condizione di sopravvivenza sempre uguale nell'illusoria convinzione di essere al sicuro. Gli eventi dell'ultimo periodo hanno dato adito spesso a pensieri catastrofistici che si leggono un po' ovunque. Quei pensieri nascono da persone che hanno dimenticato come camminare, che vivono, nell'immobilità delle loro convinzioni, la mancanza d'aria che deriva dal crollo della loro illusione di essere al sicuro. Tutto cambia e si trasforma, noi per primi, se troveremo il coraggio di fare un passo dopo l'altro, di esplorare nuovi orizzonti senza rimanere ancorati ai nostri schemi di pensiero, chiusi nella rigidità delle nostre posizioni.
Non vi sono certezze, ma proprio in questa assenza si dispiega il meraviglioso mistero della vita.


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