lunedì 12 settembre 2016

CARICA E SCARICA .... IL TUO CORPO CON EQUILIBRIO ;-)


"L'energia entra in un organismo sotto forma di cibo, aria e di stimoli eccitanti. Viene scaricata sotto forma di movimento o di altra attività corporea. La carica e la scarica sono sempre in equilibrio se consideriamo la crescita come uno degli aspetti dell'attività corporea.  Se la carica viene diminuita, diminusice anche la scarica. Ma è vero che se la scarica si riduce, la carica viene spontaneamente diminuita. La scarica è motivata dalla ricerca del piacere. Tutte le attività di ogni organismo animale mirano al piacere immediato o a quello futuro. In tale affermazione è incluso il corollario che l'organismo, inoltre, si muove e agisce per evitare il dolore.
Quando il piacere manca, la motivazione a muoversi diminuisce in conformità. La produzione di energia si riduce e il livello energetico dell'organismo diminuisce. Quando la mancanza di piacere è dovuta ad un'incapacità strutturale di provarlo, abbiamo una persona la cui capacità di risposta emotiva è limitata e, per la stessa ragione, una persona il cui livello di eccitabilità è basso."


Leggendo queste parole di Lowen non ho potuto fare a meno di pensare quanto l'incapacità strutturale di provare piacere sia il corollario di un approccio alla vita sempre più congelato e tutelato da barriere. Spesso guardandomi intorno percepisco una grande immobilità, che si manifesta nell'individuo con il disarmonico flusso di energia tra carica e scarica. Lasciando da parte alimentazione e respirazione che mostrano con evidenza i loro disequilibri, riflettiamo sulle risposte emotive delle persone nella quotidianità: assistiamo spesso a picchi emozionali esagerati o all'assenza totale di emozioni. Se consideriamo lo scarico e lo consideriamo dal punto di vista emotivo, notiamo le grandi difficoltà legate al lasciar andare qualcosa che ci appartiene, che si tratti di fisicità, di emozioni, di situazioni, di immagini, ruoli, od oggetti  ha poca importanza. La scarsa apertura al cambiamento e la tendenza a godere della sicurezza dell'abitudine ci ha resi alberi fatti di corteccia, senza rami nè radici. Immobili nelle nostre posizioni e schiavi  della nostra maschera di legno. Ci sentiamo protetti, ma abbiamo disimparato cosa è la vita. Per tutelarci dal dolore abbiamo scelto inconsapevolmente di rinunciare alla gioia.

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