sabato 24 settembre 2016

RICONOSCERE LE PROPRIE RADICI

"L'individuo che non ha i piedi per terra è "fissato" (hung-up: appeso). Tale stato è una condizione psicologica, mentre non essere radicati è uno stato fisico. Queste condizioni sono complementari, perchè sono in realtà due aspetti dello stesso stato di non essere pienamente connessi alla realtà del proprio essere."

ONORARE IL CORPO di Lowen

immagine dal web



IL CORAGGIO DI ASCOLTARSI inizia con un esercizio di radicamento al quale ero giunta senza sapere nulla di Lowen, della psicanalisi e della psicosintesi. Avevo semplicemente sperimentato su di me e nei gruppi di meditazione che il passo fondamentale per potersi aprire in modo equilibrato ad una dimensione invisibile fosse mettere radici (così in alto, così in basso). Questa intuizione trovò ulteriori conferme nella prosecuzione del mio lavoro di ricerca sul corpo de IL RITMO DEL CORPO. L'inconsapevolezza che percepivo osservando la posizione dei piedi delle persone supportò l'intuizione di quanto fosse importante un lavoro sul corpo prima di un percorso interiore volto a connettersi con il proprio essere. Le difficoltà riscontrate da chi si accingeva a trasformare l'inconsapevolezza di posture e movimenti, mi confermò una volta di più quanto il percorso intrapreso fosse importante. Il corpo è a disposizione di tutti, accessibile in ogni momento e offre segnali semplici e immediati per valutarne i cambiamenti e le trasformazioni. Eppure è un lavoro incredibilmente impegnativo. Lavorare sull'interiorità senza aver raggiunto la consapevolezza del proprio corpo è un'immersione nel labirintico e illusorio mondo della mente.  Il corpo con i suoi disagi è un alleato prezioso nel riportarci con i piedi per terra e connetterci con la realtà di quello che siamo. Possiamo continuare a sopravvivere nell'immagine di noi stessi solo annullando la percezione della fisicità e il nostro ego farà l'impossibile, attraverso iperboliche giustificazioni mentali, per convincerci a non arrenderci al corpo.

8 commenti:

  1. Il corpo è il Tempio.... e quindi ciò che dici è condiviso. La domanda che ci si può porre è: "E poi?".... se Tempio ha un significato come far divenire maiuscola quella iniziale..... come può divenire Tempio il corpo che è fisico..... Girija Deva

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    1. Il corpo può divenire il Tempio, permettendo alla nostra Luce interiore di manifestarsi nellla realtà fisica.

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    2. Certo Donatella.... quella è la premessa che ho scritto all'inizio...la domanda è "come"..... un sorriso,,,, On Shanty

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    3. Seguendo il proprio cuore, aprendosi alla consapevolezza dell'essere e arrendendosi alla spontaneità del corpo. E che l'unicità individuale segni la via. La mia è quella della meditazione.

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    4. Quindi intendi quel qualcosa, erroneamente chiamato meditazione, che ti consenta quell'Apertura nella quale lo Stato Meditativo possa giungere?

      E' un piacere Condividere con Te..... Grazie

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    5. Sì, purtroppo non si può definire l'invisibile con le parole del visibile. I limiti della dualità vanno trascesi e basterebbe uno sguardo diretto a cogliere la risposta di cuore alla tua domanda. Grazie Om Shanty

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  2. In realtà avevo scritto "Ci si può domandare"..... come persona abilitata all'insegnamento dello Yoga del Suono, giungere a quella apertura è ciò che insegno....come posso contattarti via mail?.... un sorriso

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  3. Il mio indirizzo è donatella@ildiamantearcobaleno.com

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