domenica 29 gennaio 2017

L'ALTRO DA ME

"La conoscenza dell'altro ci giunge, 
prima ancora che dalle sue parole,
dai suoi sguardi e dai suoi gesti."
Borgna (1999)


Come un albero si manifesta grazie alle sue radici
e attraverso il suo tronco e la sua chioma ne possiamo comprendere la storia e la forza,
così un uomo si manifesta grazie al suo corpo,
all'espressione del suo viso, alla profondità del suo sguardo, alla coerenza dei suoi gesti,
alla sicurezza dei movimenti e alla stabilità della sua postura.
Solo con un'attenta osservazione dell'altro potrà svelare la sua natura e la sua storia.
Al di là delle parole e dei pensieri.

mercoledì 18 gennaio 2017

LA CICLICITA' DEGLI EVENTI

Il ritmo della vita si dispiega con semplicità.
Quanto ricevi saprai donare.
Quanto doni ti farà crescere.
Quanto cresci più donerai.
In questo movimento di apertura all'amore
la vita si arricchisce.






domenica 15 gennaio 2017

I VANTAGGI DELL'IMMOBILITA'

Il primo vantaggio è sicuramente il soddisfacimento della non voglia di vivere. La sempre più diffusa incapacità a vivere il presente (vivo proiettato nel futuro o arenato nel passato) ha annullato il gusto per la vita.
Il secondo vantaggio è l'assenza di responsabilità: se non mi muovo, posso addebitare a chi si muove ogni responsabilità. In questo modo evito accuratamente di compiere errori e sono libero di lamentarmi e giudicare l'operato altrui.
Il terzo vantaggio: risparmio un sacco di energia.
Il quarto vantaggio: posso contare sulla sicurezza e la stabilità dell'abitudine.
Il quinto vantaggio: c'è sempre qualcuno intorno che non riuscendo a star fermo si preoccupa per me. Attenzioni e coccole gratuite.
Questi sono solo alcuni dei vantaggi, ma sono sufficienti a scatenare una domanda: "Perchè muoversi allora?"
Imparare a vivere il presente è faticoso, devo smettere di essere focalizzato su desideri e aspettative e saper lasciar andare il passato con le sue ferite e il suo dolore. Questa scelta mi obbliga ad una chiara assunzione di responsabilità e richiede un dispendio energetico notevole.
E chi mi coccola se non rivesto più il ruolo della vittima calcificata bisognosa d'affetto?
Il ragionamento non fa una piega e a quanto pare è condiviso dalla maggior parte degli umani.

Aver dimenticato la gioia per far posto al dolore, al risentimento e alla rabbia ha il suo prezzo.



lunedì 9 gennaio 2017

IRREQUIETEZZA

Ascolto il battito del mio cuore:
è più veloce del solito. 
Mi accorgo che il respiro
sembra non aver la forza di espandersi pienamente.
Forzo la respirazione 
allargando le spalle e raddrizzando la schiena: 
nel movimento realizzo la mia chiusura.
Qualcosa mi agita,
ma non riesco a focalizzare le ragioni del turbamento.
Vivo il mio corpo,
la sua irrequietezza:
mi immergo in essa 
e la mia mente vorrebbe comprendere
o fuggire lontano.
Respiro profondamente e
sento una barriera a bloccare l'espansione
e a frenare la contrazione.
Il respiro vorrebbe farsi corto e superficiale
ad accompagnare il cuore nella sua corsa
mentre la mente danza frenetica occupando lo spazio.
Consapevolezza.
Vedo, sento, ascolto, percepisco, vivo.
Qualcosa mi agita,
ma non riesco a focalizzare le ragioni del turbamento.
Lo accolgo senza identificarmi con esso.
Verrà il tempo della chiarezza.





mercoledì 4 gennaio 2017

IL RESPIRO DELL'INVERNO

Cammino per i campi sulla brina gelata.
L'aria frizzante risveglia il viso a nuove sensazioni.
Il corpo ritrova nel movimento il suo calore.
Il paesaggio sembra fisso, dormiente, in attesa
e invita all'introspezione.
Ascolto il respiro:
 il mio contatto con l'esterno.
Come mi fa sentire?
So aprirmi al gelo dell'inverno?
Restituisco con generosità il mio calore all'esterno?
Ascolto il respiro:
il mio contatto con l'interno.
Come mi fa sentire?
 Come vive il mio cuore l'immobilità e il gelo?
Riesce il suo battito a espandersi?