mercoledì 15 novembre 2017

TUTTO IL CORPO IN UN BLOCCO

Avete mai percepito il vostro corpo duro come un blocco di granito? 
E, allo stesso tempo, vi siete mai sentiti confusi e frustrati?

Immaginate di voler muovere una gamba in avanti e all'indietro nello stesso momento: se la forza che mettete in entrambi i movimenti è similare, probabilmente non riuscirete a spostarla di una virgola e il corpo entrerà in tensione e si irrigidirà. Lo stesso accade quando sentiamo intimamente nel cuore di voler andare in una direzione e la nostra mente produce infinite giustificazioni per indurci ad andare in direzione opposta o per mantenere inalterato lo stato delle cose che vorremmo cambiare. La confusione e la rigidità sono l'effetto manifestato di questa contraddizione interiore. 
Se siamo osservatori attenti, percepiremo questa confusione, ad esempio, in coloro che ci dicono una cosa e ne fanno un'altra (e magari ne pensano una terza...). Se focalizziamo l'attenzione sul corpo di queste persone, noteremo quanto i movimenti siano poco fluidi, le spalle siano tese, lo sguardo sfuggente, il viso contratto ...
E' facile riconoscere questa rigidità negli altri, ma è molto più difficile riconoscerla in noi stessi. 
Ci identifichiamo così profondamente con il vissuto e le situazioni, da perdere il contatto con la nostra interiorità. 
Quando ci sentiamo confusi e bloccati, perdiamo, inoltre, quella fiducia in noi stessi così importante per cambiare prospettiva di ossevazione: così disperdiamo le nostre energie all'esterno nella disperata ricerca di un salvatore in grado di dipanare l'intricata matassa di aspettative e desideri che avvolge il nostro cuore. Non ci viene neanche in testa di provare a dipanare la matassa da soli in quanto ci sentiamo impotenti di fronte ad essa: così ci rifugiamo nell'illusione che qualcuno sia in grado di fare per noi quello che noi stessi non siamo in grado di fare. E la matassa cresce, si irrobustice e si trasforma in un bozzolo minerale di rigidità e chiusura dove nulla esce e nulla entra. L'altro aspetto di tale approccio è la contraddizione esteriore (che specchia quella interiore) che si manifesta nella forsennata ricerca di qualcuno che sia in grado di farci vedere la nostra illusione e quando lo troviamo ci fa scappare a gambe levate verso qualcun'altro in grado di supportarla. 
Gente strana noi umani stratificati.





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